In una lettera ai giornali, Claudio Rambelli, presidente di Slow Food Cremonese, stimola la nuova Amministrazione Comunale ad affrontare la tematica Expo, scrivendo che non si tratta di una “manifestazione gastronomica né è stata pensata come fiera del turismo. Se si vuole di conseguenza dare un valore alla manifestazione occorre ragionare sul sistema alimentare attuale, sistema che sta evidenziando forti criticità  riassumibili in:- perdita di fertilità dei suoli, consumo di suolo per produzione di energia ed eccessivo uso di acqua (la Pianura Padana ne è triste esempio); – scarsa remunerazione dei prodotti agricoli alla produzione; – perdita di biodiversità animale e vegetale (in 50 anni si è perso il 75% di razze e varietà); – spreco alimentare; il modello di agricoltura intensiva che si è sviluppato produce cibo sufficiente per 9 miliardi di persone ma ne viene gettato il 45% mentre 1 miliardo soffre la fame, causando contemporaneamente danni alla terra, all’ambiente e sopratutto determinando una costante riduzione della marginalità reddituale di chi lavora la terra.” Tutto vero, tutto confermato da dati scientifici. Però la riflessione ci porta al nostro territorio, sicuramente alterato da molta agricoltura industriale e poca “familiare”, da sistemi di coltura intensivi e non a rotazione delle colture come avveniva un tempo; da noi si vedono distese di mais oppure di pomodori, sempre negli stessi campi; alberi e siepi che un tempo circondavano i campi sono scomparsi; non si vedono rondini che un tempo volteggiavano e ci liberavano da zanzare e moscerini… Insomma, anche un non esperto ambientale si accorgerebbe che effettivamente anche nel nostro territorio quel “75%” di biodiversità si è perso. Come intende affrontare il problema il nuovo sindaco Galimberti? Una risposta a Claudio Rambelli e a tutti noi cittadini sicuramente arriverà, tanto più che fra non molto il nuovo sindaco avrà anche l’incarico di Presidente della Provincia.

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