Altra udienza oggi del processo Tamoil, in questa fase dedicata alle arringhe delle parti civili costituitesi contro l’ex raffineria di Cremona. Hanno parlato i legali del Dopolavoro ferroviario, Marcello Lattari e Annalisa Beretta, che hanno affermato che l’accusa di avvelenamento delle acque è fondata come dolo diretto dal 2004-2005, perché era risaputo che il sistema fognario della Tamoil fosse ammalorato. Lo dimostrerebbero le videoispezioni compiute da una ditta esterna nel 2005. Per questo il Dopolavoro, con i suoi 1.800 soci, ha chiesto i danni, non avendo potuto usufruire dei propri pozzi nella sede fra il Po e la Tamoil.  L’avvocato di Legambiente Sergio Cannavò ha sottolineato da parte propria l’omessa bonifica.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata