Cremona, azienda anticrisi va in crisi

L’azienda sociale del Cremonese è stata dimenticata. Non se ne parla più: il consiglio d’amministrazione, composto da sindaci o assessori comunali (di Cremona, Soresina, Vescovato, Castelverde eccetera), ormai è scaduto da mesi, non si riunisce più e non si parla affatto di rilancio dell’attività. E dire che quest’azienda è sorta per dare servizi sociali più forti ai Comuni del distretto di Cremona, a partire dalla città e senza trascurare i piccoli centri. La crisi ha colpito lo strumento forse più forte e più duttile per contrastare la crisi: lo Stato ha tagliato i contributi al welfare, fra tante proteste, e i Comuni si sono disinteressati delle opportunità disponibili. Nelle ultime riunioni si parlava di un cambiamento di statuto: la programmazione dovrebbe essere affidata al Comune di Cremona, mentre la gestione sarebbe ancora compito del consiglio d’amministrazione dell’azienda. Che ne facciano parte dei sindaci è discutibile: il problema è l’incompatibilità. Neppure questo però è stato discusso. Il silenzio è agghiacciante, dato che l’azienda presieduta fino a qualche tempo fa dall’assessore Luigi Amore si occupava di inserimento lavorativo di disabili e invalidi, di affidi familiari, di attività sociali, sociosanitarie, educative e altri progetti finanziati dai Comuni, secondo il numero di abitanti, oltre che dall’Asl e in anni passati dalla Regione. Era la politica del Piano di zona, il welfare cremonese fatto in casa anche per i piccoli Comuni che oggi non hanno più nemmeno un’assistente sociale, e anche per la città dove gli uffici comunali sono travolti da numerose richieste di aiuto. Sorta con circa 15 assistenti sociali e cinque educatori professionali, l’azienda è poi cresciuta sino ad essere colpita dai tagli del governo Monti. Il disinteresse generale ha determinato la sua decadenza: lo stesso assessorato di Amore ha preferito concentrare l’attenzione sulle cooperative accreditate dalla Regione. Il Comune di Cremona, venuto meno il ruolo della Provincia, ha competenza sull’area vasta, eppure nel programma elettorale di Gianluca Galimberti l’azienda sociale non è neanche nominata, anche se è riuscita a mettere in circolazione, negli anni neri, quattro milioni di euro in progetti di cui si è sentito sempre più il bisogno. Il centrosinistra non avrà più cura di uno strumento creato proprio dal centrosinistra e dalla stessa Maura Ruggeri, oggi vicesindaco? Oppure qualcosa si muoverà?