Alleanza delle cooperative italiane  e Confcooperative di Cremona sono al lavoro per trovare, attraverso un serrato confronto con l’amministrazione comunale, una risposta migliore alla richiesta della giunta di una riduzione dei costi del 5%. L’efficientamento della macchina comunale e la riduzione dei costi tocca un tasto dolente, che ha subito sollecitato la risposta delle tante realtà che operano sul territorio. Si tratta di cooperative di tipo A, cioè che prevedono inserimento di soggetti svantaggiati e forniscono servizi come taglio del verde, manutenzione, logistica o tipografia, e di tipo B, dall’impatto economico ben più importante: sono le cooperative che forniscono servizi socio educativi ad anziani, minori, portatori di handicap.  Qui la riduzione dei costi rischia di intaccare il costo del lavoro, dal momento che oltre il 70%  delle spese delle cooperative sociali è rappresentato dal costo del personale.  Le lettere  dei dirigenti comunali, quindi, hanno sollevato preoccupazione, e si è subito avviato un dialogo con il Comune, resosi disponibile a valutare le difficoltà della manovra. Venerdì le cooperative hanno inviato una lettera al sindaco  e domani ci sarà un coordinamento tra le realtà interessate per impostare i tavoli di lavoro che verranno via via attivati con il comune. Si tratta di circa sette incontri incontri per le diverse tipologie di contratto in essere.

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