CREMONA – La preoccupazione dei residenti della frazione Cavatigozzi riguarda i rumori emessi dal tubificio Arvedi, dato che non risulta per ora dagli atti ufficiali che venga effettuato un monitoraggio specifico per verificare anche nella zona del quartiere Dossetto l’efficacia del piano di risanamento acustico dell’acciaieria. Sino a questo momento infatti i decreti dell’amministrazione provinciale hanno parlato della collocazione da parte dell’Arpa di due centraline di rilevazione dei rumori: due però sembrano poche vista l’estensione delle attività del gruppo Arvedi, che vanno dal territorio di Spinadesco, dove sorge parte dell’acciaieria e della zincheria, al confine anche di Sesto ed Uniti, sino al porto canale, vicino di casa del tubificio. Di fronte allo stabilimento che produce tubi d’acciaio corre anche il binario usato dal trenino dell’acciaieria, che porta rottami selezionati per la seconda fusione verso i forni ed esce carico di scorie. I camion carichi trovano i binari lungo la strada, che non ha passaggi a livello, e il rumore rimbomba. Nelle case popolari, rivela un residente, vibrano i muri. La produzione dopo il raddoppio del gruppo Arvedi a Cremona è molto aumentata e lo stesso tubificio si fa sentire molto di più. Ecco perché una famiglia di residenti del quartiere Dossetto ci ha consentito di registrare i rumori percepiti in una serata tranquilla. In questi giorni l’Arpa ha messo a disposizione dei cittadini un numero verde, perché possano chiamare i tecnici in caso di bisogno di verifica. La prossima riunione dell’Osservatorio Arvedi, per quanto promessa dall’assessore Manfredini, non ha ancora una data. Alessia Manfredini assicura che ci saranno occasioni per tener conto di ogni segnalazione. In passato l’Arpa aveva collocato tre centraline: in via Isacchi, in via Spinadesco e in via Zana. La zona in cui si sente il tubificio non è lontana da via Isacchi. Ma ora, nel momento della verità, si parla di due sole centraline.

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