A Piacenza, secondo quanto emerge dal primo report relativo all’andamento del fenomeno immigratorio dell’Ufficio Immigrazione della Questura, esiste una popolazione straniera ogni anno più integrata, nonostante le  problematiche che derivano dalle differenze culturali e da coloro che, rientrando nella prima generazione, sono più restii ad adattarsi alla cultura occidentale. Ma, al contempo, i dati diffusi dalla Questura attestano che la crisi economica sta diventando sempre più visibile anche per gli extracomunitari: aumentano infatti le richieste di permesso di soggiorno per motivi familiari, e cioè il ricongiungimento e la coesione. Questo dimostra come in periodo di ristrettezze le famiglie tendano a riunirsi, magari attorno all’unica fonte di reddito e quindi di sostentamento. Cresce inoltre il numero degli stranieri regolari che chiedono di poter rimanere nel territorio piacentino nella speranza di trovare un lavoro. Del resto, anche le leggi italiane si sono adattate a questa nuova situazione: l’attesa occupazione prima poteva essere richiesta per sei mesi, ora per un anno. Questo dato è indicativo di una difficoltà della popolazione straniera anche con riferimento ai lavori più umili, quelli che fino a qualche tempo fa gli italiani non volevano fare ma che oggi, di fronte alla disoccupazione dilagante, non rifiutano più di accettare.

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