Il forte maltempo delle ultime ore ha messo in ginocchio la Lombardia, provocando forti disagi, allagamenti e danni alle colture in molte zone del territorio. Durante la notte veri e propri nubifragi hanno interessato, in particolare, la Brianza e la porvincia di Como, dove in meno due ore sono caduti fino a 150 mm tra Cantù, Meda e Seregno, causando in più punti lo straripamento dei corsi d’acqua e l’allagamento di strade e cantine. In Brianza la pioggia, caduta con grande intensità dalle 19.30 di ieri sera, ha poi assunto le dimensioni del nubifragio, costringendo i coltivatori a butttare letteralmente via diversi prodotti come insalate, cipolle e meloni, perché quelli rimasti non riusciranno più a maturare correttamente. Non solo: questo pazzo luglio impedirà anche di seminare, quindi non si avranno né fagioli né cavoli da vendere. Dunque, il prodotto che resta nei campi è di scarsa qualità e il raccolto della parte buona subirà comunque ritardi importanti, di una decina di giorni almeno. Ma la situazione più critica sembra quella che si è verificata a Pavia, dove ieri sera si è abbattuta una tromba d’aria con raffiche di vento fino a 90 km orari: quasi apocalittica la scena, perché contemporaneamente si è scatenata una grandinata che è durata mezz’ora. Decine gli alberi sradicati e tetti scoperchiati, con auto danneggiate e conseguente blocco del traffico. In soli 30’ sono caduti quasi 90 millimetri di pioggia. Secondo le statistiche, il doppio di quanto ne cade durante l’intero mese di luglio. Tra le zone più colpite della provincia, i i campi coltivati tra la Lomellina e il Pavese: nei Comuni di Dorno, Gropello e Zinasco il maltempo ha causato danni rilevanti al mais e alla soia. E si teme anche per il riso seminato precocemente. Per avere cifre precise sui danni è ancora presto, ma il mais potrebbe aver riportato danni tra l’80 e il 100 per cento, la soia tra il 40 e il 60 per cento.

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