Sei calabresi residenti nel Bresciano, sono stati arrestati con accuse pesanti:  sequestro di persona, estorsione, rapina e lesioni personali, con l’aggravante del metodo mafioso. Avrebbero infatti sequestrato un cinquantenne malmenandolo e minacciandolo con una pistola. Si tratta di un calabrese: lo scopo era farlo desistere dal nominare una terza persona rappresentante legale di una società riconducibile a due degli indagati.. L’uomo era stato braccato e poi  spinto a forza su un furgone proprio mentre si stava recando in banca per modificare le deleghe. All’interno deil veicolo era poi stato preso a calci e pugni, colpito con una mazza da baseball e minacciato con una pistola; dopo il trattamento era stato abbandonato sanguinante lungo il fiume Mella, a Brescia. “una vera e propria esecuzione di stampo mafioso”.Ad eseguire l’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata la Squadra Mobile della Questura di Brescia. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Claudia Moregola.

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