Cremona. A Cremona oggi si è svolto l’ultimo atto della vicenda giudiziaria Tamoil. Nel pomeriggio è stata infatti emessa la  sentenza nei confronti dei cinque manager Tamoil, quattro dei quali sono stati condannati. Due gli imputati condannati con l’accusa di disastro ambientale doloso, altri due per disastro ambientale colposo. Il quinto imputato, il francese Ness Yammine, è stato assolto per non aver commesso il fatto perché era giunto solo nel 2007 da una sede all’estero e non conosceva la situazione precedente del sito Tamoil di Cremona. Accolte le richieste  di risarcimento delle parti civili Fra cui quella di Gino Ruggeri, responsabile dell’associazione radicale Piergiorgio Welby, che utilizzando l’articolo 9 del Testo unico sugli Enti locali, si era autonomamente costituito parte civile al posto del Comune. Così il risarcimento di un milione di euro a titolo di provvisionale riconosciuto in suo favore sarà convogliato in favore del Comune che egli ha rappresentato. E’ stato riconosciuto inoltre riconosciuto il reato di disastro ambientale colposo e non avvelenamento delle acque, come aveva sostenuto il pm Fabio Saponara, un reato che al gup Salvini è parso poco adeguato, tanto che ha deciso di riqualificarlo  in quello di disastro doloso..

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