Assessore, mi aiuti. Come faccio a vivere così? Continuano a piovere richieste di aiuto ai servizi sociali del Comune di Cremona, per email, di persona, per fax, telefono, in ogni modo. C’è chi non chiede soldi e vive con poco o quasi nulla, e chi non trova lavoro e non sa come fare. La crisi economica da una parte e dall’altra le enormi bollette del teleriscaldamento arrivate nelle case popolari, sommati agli stessi aumenti dei canoni d’affitto dell’Aler, hanno messo in ginocchio non poche famiglie e singoli cittadini. La stessa azienda sociale del Cremonese si è fermata da mesi. Molti cremonesi hanno subito prima il distacco delle utenze, poi lo sfratto dai privati. Un calvario che ha colpito in vario modo centinaia di persone, sia chi ha passato l’inverno scorso senza riscaldamento, acqua calda, acqua fredda o gas o nessuna utenza, sia chi è riuscito a pagare, ritrovandosi però a vivere con quattro soldi. Molti distacchi sono ancora attivi. Recentemente un residente di una casa popolare di Borgo Loreto, rimasto del tutto senza utenze, è scappato e non si è fatto più vedere.

Allo Zaist c’è chi ha attaccato la corrente elettrica all’alloggio vicino, quello della madre. La miseria non ha avuto pietà e nemmeno la Caritas è riuscita a rispondere sì a ogni richiesta di aiuto. I servizi sociali, nella caccia ai falsi poveri, per qualche anno durante la precedente amministrazione, non sono riusciti a soccorrere i poveri veri e il fondo di solidarietà richiesto dal consigliere Schifano nel 2012 è stato attivato quest’anno. Il Comune ha tagliato anzi i contributi a diversi cittadini e la nuova giunta sta esaminando il bilancio ereditato dall’amministrazione precedente anche per questo. Non si vede alcuna ripresa, anzi l’Italia è tornata in recessione e l’Aler ha pensato bene, grazie alle nuove leggi, di aumentare gli affitti già da tempo con effetti pesanti per molte famiglie. Per questo il Comitato antisfratto, dopo tanti picchetti, prepara nuove azioni di lotta politica per l’autunno. E diversi cremonesi hanno già richiesto aiuto ai servizi sociali, per il momento senza ricevere risposta. Dà qualche speranza il decreto legge sulla morosità incolpevole, pubblicato sulla Gazzetta ufficiale a metà luglio, dove risultano due milioni e 700mila euro destinati alla Lombardia, nel riparto regionale. Chi non ha lavoro e non ne trova sarà sfrattato anche dall’Aler. E il Comune in seguito alla legge sulla morosità incolpevole darà un contributo massimo di 8mila euro accompagnando gli sfrattati verso un affitto a canone moderato, che però dovrà di nuovo essere pagato. Come, se non ci sono risposte efficaaci alla crisi economica? Alcuni chiedono al Comune di estendere l’applicazione della legge e di versare contributi agli indigenti in modo da aiutarli. Il bilancio domestico, però, per centinaia di persone che si sentono appese a un filo, si fa drammatico.

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