In febbraio una lettera del  ministero della Giustizia ha chiesto alla Procura di Cremona di istituire l’ufficio ambiente: la Procura però non ha ancora potuto procedere, per grave mancanza di personale. Da tempo le stesse associazioni ambientaliste lamentano la scomparsa di numerosi esposti, di cui da anni nulla più si sa: se siano stati archiviati, a distanza di tanto tempo, oppure siano seguiti da un magistrato. Uno di quessti esposti, presentato da Ezio Corradi, è stato inserito dal gip Salvini nell’incartamento del processo di primo grado civile a cinque dirigenti Tamoil. Lo si è saputo dopo il processo, svoltosi a porte chiuse. Alcuni di questi esposti sono stati messi a punto da avvocati, che hanno allegato documenti di vario genere e le ipotesi di reato. Considerato il lavoro svolto per aiutare la Procura a considerare i casi segnalati, le associazioni stanno preparando ulteriori verifiche: la richiesta di prendere in esame le questioni ambientali si fa sempre più insistente. Tutto può ridursi a una malaugurata serie di disguidi: la causa non è nota. Inoltre uno dei problemi della Procura di Cremona, come segnalato da diversi avvocati, cremaschi e cremonesi, è proprio la disorganizzazione. I dipendenti hanno livelli diversi, qualifiche diverse e mansioni che non si completano affatto come un mosaico. Di disorganizzazione parlano anche diversi legali. Se ti rivolgi all’Ufficio relazioni con il pubblico per accedere a un documento, vieni indirizzato a una delle cancellerie, civile o penale. Comincia una peripezia difficile da capire. Se la cancelleria non è in grado di rispondere, allora il legale si rimette in coda all’Urp e poi eventualmente risale in cancelleria assieme al dipendente dell’Urp. I due dipendenti si parlano e si capiscono. Ma il documento, dopo un’ora, potrebbe non essere trovato. Il fatto è che il tribunale è dotato di spazi stretti, e si ritrova ora a farsi carico delle cause provenienti anche da Crema, dove, notano sempre i legali cremaschi, l’organizzazione era più efficiente: non si perdeva una mattina, come succede oggi, per ottenere un documento. La presidente del tribunale superstite, Ines Marini, ha revocato la richiesta di sospensione dell’accorpamento dei due tribunali che esistevano in provincia e quindi saprà trovare una soluzione alle difficoltà che la politica dei tagli alla Giustizia ha provocato.

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