Fasce boscate di specie autoctone, come la quercia, l’acero campestre e il carpino bianco saranno poste in armonia, come precisa il dirigente Andrea Azzoni, con arbusti come il biancospino, il ligustro e il nocciolo. Si aggiungerà poi, lungo la strada d’accesso, un filare di pioppi neri. Stiamo parlando di una discarica di scorie d’acciaieria, ma il trionfo di alberi e di verde, con cinque anni di attecchimento e manutenzione garantiti dopo la posa, arriverà solo alla fine del ripristino ambientale e dopo che la grande massa di rifiuti sarà completata e anche ampliata. A Crotta D’Adda infatti la società che gestisce la discarica, che ospita montagnole di scorie dell’acciaieria Arvedi, ha ottenuto dall’amministrazione provinciale l’autorizzazione all’ingrandimento e all’ampliamento poco prima di Ferragosto, il giorno 12. Il culmine dei rifiuti arriverà non a 53 metri e mezzo sul livello del mare, bensì a 55,5. In località cascina Moncucco, quindi, l’impianto raggiungerà una grandezza di oltre mezzo milione di metri cubi, 533mila per l’esattezza, con un peso complessivo dei rifiuti di 969mila tonnellate. Certo le prescrizioni parlano anche di umidificazione e pulizia dei piazzali, di interventi mitigazioni delle polveri, perché queste non si diffondano per la campagna. Intorno alla discarica infatti non sorgono che campi coltivati e il canale navigabile, oltre a una cava esaurita. D’ora in poi viaggeranno da Cremona a Crotta altri 98mila metri cubi di scorie, ovvero ben 176.400 tonnellate di rifiuti inerti. Trasporti che saranno effettuati dai camion per 14 mesi. Ogni giorno la la località Moncuco riceverà 605 tonnellate di inerti. Il gestore dovrà versare anche una garanzia di 294mila euro all’amministrazione provinciale.

Scrivi

La tua email non sarà pubblicata