Manca meno di un anno all’inizio di Expo e non si ferma il duro lavoro della Prefettura di Milano per cercare di evitare che la mafia si infiltri negli appalti per la realizzazione delle opere. In questi giorni, sono stati tre gli appalti finiti nelle mani di una ditta in affari con la criminalità organizzata, che sono stati bloccati. A testimoniare quanto Expo faccia gola alle mafie sono i numeri. Con queste, salgono a 43, in soli due anni, le interdittive antimafia emanate dalla Prefettura per allontanare 28 imprese non pulite dall’Esposizione. Anche i controlli sul campo sono saliti: dal 2009 a oggi, in tutti i cantieri ci sono state 81 ispezioni; di queste, 35 dallo scorso gennaio, quasi il doppio dei blitz fatti nel 2013, 18. Nel 2009 erano stati tre, due nel 2010. E il lavoro affidato alla sezione specializzata del Comitato per l’Alta sorveglianza delle grandi opere ad un Gruppo interforze, non si ferma certo qui. Finora, queste operazioni, hanno permesso di sottrarre alla mafia entrate per oltre 55milioni di euro. Tra i contratti, solo due superano i 10 milioni. Il resto dei lavori finiti nel mirino va da 18mila euro a 4,7 milioni.

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