A Piacenza la Polizia Municipale incrocia le braccia. Oggi il corpo ha indetto lo stato di agitazione e gli agenti delle principali sigle sindacali provinciali si sono astenuti dal servizio. Il motivo della protesta risiede nella carenza di organico, a fronte della considerevole mole di lavoro. Alcuni dati ne rendono meglio le dimensioni: annualmente la municipale gestisce 13mila telefonate di richieste di intervento, risponde a centinaia di esposti provenienti da enti istituzionali ed è sul campo in oltre 1.300 incidenti stradali. Attività estremamente impegnative che i rappresentanti degli agenti ora definiscono insostenibili, soprattutto perché gli uomini in forza al comando di via Rogerio non sarebbero sufficienti. Mancherebbero 17 operatori per arrivare agli standard minimi previsti dalla Regione. Inoltre, ulteriore problema segnalato, in un organico di agenti ed ufficiali già non numeroso, l’età media è troppo elevata. Secondo i vigili promotori della protesta il loro lavoro è ormai diventato disagiato, rischioso e insicuro, compromesso di fatto dalle pressanti richieste d’intervento unitamente alle competenze sempre più complesse pretese, tanto che sconfinano spesso in ambiti riservati alle altre forze di Polizia. Non ultima, fra le ragioni dello stato d’agitazione, la questione economica. I contratti sono infatti bloccati dal 2008. Per questo gli agenti chiedono rispetto da parte delle Istituzioni e il riconoscimento della particolarità dell’ambiente di lavoro in cui operano.

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