Le cose sono migliorate negli ultimi mesi per quanto riguarda l’organico, da troppo tempo in sofferenza presso la casa circondariale di Cremona, ma i problemi sono tanti e di vecchia data. Per questo la pesante situazione vissuta all’interno delle mura di via Ca del Ferro si è tradotta, l’altro ieri, in una protesta dei detenuti, che in una trentina hanno rifiutato di tornare nelle loro celle. Veri e propri momenti di tensione si sono vissuti con gli agenti di polizia penitenziaria, momenti che portano sotto i riflettori la grave situazione che da tempo si trascina ed è frutto di una mala organizzazione e gestione del carcere. Rispetto agli anni passati la carenza d’organico è stata sanata, ma i detenuti lamentano l’inaccessibilità degli educatori, figure che risultano fondamentali per la reintegrazione nella società. Grazie alla loro mediaizione è possibile aumentare il numero di visite concesse e ricorrere ai permessi premio o ad altri piccoli vantaggi.  Attualemtne a disposizione dei detenuti ce ne sono due. Ma tra i dipendenti a far da campanello d’allarme è l’alto astensionismo, indice di un malessere diffuso.

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