Il Comitato “Salviamo Nonna quercia”, che si oppone alla realizzazione del Terzo Ponte a causa degli effetti altamente impattanti che l’opera avrebbe sull’ambiente, ha perso il ricorso in Consiglio di Stato contro la realizzazione dell’opera, giudicata insostenibile anche economicamente. Come già il Tar,  il secondo grado di giudizio ha respinto  il ricorso per la forma –  non sarebbero stati rispettati i tempi di presentazione – e non già per la sostanza. I motivi che hanno spinto i cittadini del Comitato ad agire per vie legali, senza alcun interesse privato sull’area,  sono fondati: la zona interessata dall’opera comprende aree protette tutelate da alcune direttive europee. Ma nel merito la legge, non è entrata. Oltre a un grande impegno e coinvolgimento dell’opinione pubblica, delle istituzioni, della cittadinanza attraverso iniziative e incontri, concerti , per  sensibilizzare sul destino di Nonna Quercia e dell’ambiente minacciato dall’opera, i membri del Comitato hanno sostenuto importanti spese per l’azione legale. Un duro colpo quello ricevuto con l’ultima sentenza, che impone loro ora decine di migliaia di euro di spese legali. Ma la partita non è ancora chiusa e il Comitato intende proseguire sul cammino fin qui preso in difesa della natura e del territorio.

 

Susanna Grillo

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