Sepolti vivi, sotto il mais. E’ questa la tragica, assurda morte di due operai cremonesi, Francesco Lissignoli, 53 anni, di Bonemerse, e Giuseppe Vezzoli, 48, di Stagno Lombardo che hanno perso la vita ieri sera, poco dopo le 22.30, travolti da 300 tonnellate di mais contenuti in un silos della ditta Ferraroni di Bonemerse, paese in provincia di Cremona, che ha ceduto riversando il suo contenuto sui due operai che, proprio a causa di rumori avvertiti, pare stessero controllando la struttura. Difficili le operazioni dei soccorritori, allertati dai colleghi che non avevano visto rientrare i due operai: dagli operatori del 118 ai Carabinieri di Sospiro e di Casalmaggiore del capitano Cristiano Spadano, a cui sono affidate le indagini, ai vigili del fuoco di Cremona. Ora sono in corso le indagini per stabilire l’esatta dinamica degli eventi, forse provocati da un cattivo funzionamento del meccanismo che regola l’afflusso del mais nel silos. Probabilmente è stato questo a determinare il cedimento della struttura. Questa è una delle ipotesi al vaglio dei Carabinieri e dei tecnici dell’Asl. Della tragedia si sta occupando anche il pm di Cremona Francesco Messina. Ora, per le vie del paese, tanta incredulità, sgomento e commozione. L’intera cominutà è sotto choc per l’accaduto. Il lavoro continua a pagare un prezzo inaccettabile in termini di vite umane. Il Cremonese, infatti, nonostante le dimensioni ridotte della provincia e il periodo di crisi lavorativa che sta attraversando, ha già dovuto registrare diverse vittime nel 2014.

Claudia Barigozzi

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