Erano delusi, arrabbiati e in alcuni casi rassegnati, i residenti di via Cadolini, a Milano, perché qui, oltre alla ex Plasmon che cade a pezzi, sorgevano dei capannoni di proprietà privata ricoperti interamente di graffiti. Una zona abbandonata a se stessa, in linea d’aria poco lontana da piazzale Lodi, dai centri commerciali, dalla metropolitana, e da un’altra area in attesa di bonifica, quella dell’ex Scalo di Porta Romana. Una situazione a dir poco vergognosa che, però, è stata affrontata, e vinta, domenica scorsa, dai residenti del quartiere che, con sudore e mezzi propri, hanno tinteggiato l’intera via. Dopo vari cleaning in diverse realtà territoriali e cittadine, il progetto “Milano Quartiere Pulito“ è partito proprio da via Cadolini. Una grande sfida per i volontari dell’Associazione Nazionale Antigraffiti a causa dell’elevato numero di scritte vandaliche da rimuovere e della poderosa pulizia di cui la strada necessitava. E per dimostrare che, dove un quartiere viene strappato al degrado e all’abbandono nascono le condizioni favorevoli per rilanciare

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