Torna a farsi incandescente il clima sindacale intorno allo stabilimento logistico di Ikea a Piacenza. I lavoratori aderenti al sindacato di base Si Cobas, infatti, dopo un corteo di protesta organizzato sabato scorso in centro a Piacenza, rialzano i toni a seguito del licenziamento di 24 facchini, iscritti al sindacato autonomo, dalla cooperativa San Martino che si occupa della movimentazione merci per conto del colosso svedese. Secondo i Cobas è necessaria la mobilitazione di tutti i lavoratori. E non solo contro i titolari della cooperativa e contro i dirigenti di Ikea ma anche, e soprattutto, contro i sindacati confederali responsabili, secondo gli autonomi, di tutelare solo i loro iscritti e i loro interessi. Un’accusa che alimenta ulteriormente il clima avvelenato che si respira, ormai da molto tempo, all’Ikea di Piacenza e che la Uil, per bocca del suo segretario provinciale e neo-eletto alla segreteria regionale, Massimiliano Borotti, respinge con fermezza. In sostanza, non esistono reali problematiche di lavoro bensì il rischio concreto di una vera e propria strumentalizzazione dei lavoratori immigrati che, con intenti di proselitismo sindacale a basso prezzo, vengono illusi ed esaltati ad hoc.

Vladimiro Poggi

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