CREMONA – Per Centropadane si avvicina sempre più l’ora della svolta. L’amministrazione provinciale di Cremona ha deciso, con una delibera di giunta del 2 ottobre, di mettere in vendita il proprio 14, 5 per cento delle azioni di Centropadane a un prezzo di 27,87 euro, coerente con il bilancio della società autostradale, prezzo che non è soggetto a ribasso. La Provincia mette sul mercato 436.086 azioni per un valore di 4 milioni e 660mila 860 euro, tenendosi soltanto un uno per cento. Gli altri soci godranno del diritto di prelazione. L’amministrazione, retta dal commissario prefettizio Gianluca Pinotti, intende chiudere la procedura entro l’anno: iol decreto Sblocca Italia, ammesso che poi sia convertito in legge, apre nuove prospettive. E’ vero che la concessione è scaduta da tre anni, tuttavia il decreto oltre a prevedere la gara per l’assegnazione della concessione dell’A21, ammette la possibilità di una fusione tra società autostradali, le cui tratte siano contigue. Una formula che consente a Centropadane di diventare più appetibile sul mercato: il grande atteso è Gavio, che potrebbe acquisire una nuova maggioranza oppure attendere, in modo che la società di proprietà degli enti locali di Brescia e Cremona dia ancora vantaggi economici ai Comuni. Anche le azioni della Provincia di Brescia sono già state messe sul mercato. In particolare il Comune di Brescia potrebbe vendere azioni in futuro per coprire alcune spese rilevanti, come quelle per la metropolitana e per la differenziata porta a porta. Le quote di partecipate come A2A e Centropadane possono risolvere molti problemi di bilancio. La gallina delle uova d’oro però rischia ormai di passare di mano e di entrare in mano di privati ben più forti degli enti locali. Una situazione delicata anche dal punto di vista ambientale. Tornano infatti sullo scenario delle opportunità il completamento della corda molle e l’autostrada Cremona Mantova, tanto criticate dalle associazioni ambientaliste.

 

Paolo Zignani

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