CREMONA – Lunga storia di difficoltà per Sandro Merli, un tempo gestore di un pub a Cremona e ora residente Aler a Borgo Loreto. I servizi sociali, che seguono la sua pratica da almeno tredici anni, nel 2009 avevano riconosciuto oltre mille euro di contributi, poi azzerati l’anno scorso. Come ad altri, i servizi sociali negli anni della giunta Perri hanno tagliato i contributi alle persone in difficoltà, proprio mentre aumentavano i canoni Aler e le bollette del teleriscaldamento salivano. Negli ultimi giorni l’Asl e l’Inps hanno riconosciuto a Merli un aggravamento dell’invalidità, dal 75 all’80 per cento. I servizi sociali riconoscono 50 euro al mese mentre il canone Aler è di 100 euro. La pensione consiste di 286 euro al mese. Come vivere in queste condizioni? L’Asl riconosce il peggioramento dell’invalidità e nello stesso momento nega i farmaci, il Comune, tramite l’assistente sociale Michela Poli, non può più pagare spese anni fa riconosciute. Merli ha chiesto un incontro al procuratore della Repubblica. Perché succedono questi casi? Chi non è in condizione di lavorare per malattia, oltre alla crisi economica, come può vivere?

 

Paolo Zignani

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