Cremona. L’inceneritore di via Antichi Budri a Cremona, di proprietà del gruppo LGH, continua a ottenere autorizzazioni al funzionamento. L’ultima risale all’anno scorso, pubblicata nel Bollettino ufficiale della Regione Lombardia del 7 giugno 2013 eppure non nota a tutte le associazioni ambientaliste. Per un malaugurato disguido il sito internet della Regione infatti data questo atto 7 giugno 2014 e non pubblica il link che permette di aprire il documento, cioè il decreto 4702 del dirigente del settore rifiuti e innovazione Dario Sciunnach. Rivelato l’intoppo e recuperato il Bollettino ufficiale del Pirellone, ecco il testo, che modifica l’autorizzazione alla gestione dell’impianto cremonese.

Non mancano alcune novità rispetto al passato. La Regione acconsente che non vanga più monitorata l’emissione di sostanze nocive per la salute come il monossido di carbonio e l’ossido di azoto che derivano dal funzionamento della caldaia, la quale però non è sottoposta al controllo di un ente indipendente.

Risulta infatti che l’Aem l’anno scorso ha presentato alla direzione rifiuti e innovazioni una nota che rende conto del funzionamento della caldaia a metano, in attività per non più di 500 ore all’anno. E’ un dato importante, poiché significa che la caldaia verrà usata solo per sostituire, in caso di mancato funzionamento, una delle due linee, considerati i frequenti guasti, non per potenziare ulteriormente la potenzialità dell’impianto. Chi controlla che le ore non siano più di 500 è la stessa LGH. Altra prescrizione di rilievo, da parte della Regione, è che l’inceneritori bruci rifiuti dando assoluta priorità a quelli della provincia di Cremona, concedendo ai rifiuti provenienti dalle altre province solo il residuo di funzionamento autorizzato. Il fabbisogno urbano è di 58mila tonnellate annue: l’attività massima teorica è di 130mila.

I tempi e le procedure di autorizzazione non sembrano però lenti e complicati. LGH ha ottenuto il via libera in tre mesi, l’anno scorso, e funziona in regime di autocontrollo. Considerata la rete di inceneritori nazionali ipotizzata dal decreto Sblocca Italia, e il fatto che il Pd  della provincia di Cremona abbia diffuso un comunicato firmato Francesca Pontiggia e Vittore Soldo per spiegare che il decreto favorirà l’aumento della differenziata, le associazioni ambientaliste della provincia di Cremona temono un caso clamoroso: che l’inceneritore resti in funzione in deroga alle norme europee mentre gli enti locali lavorano per aumentare la raccolta differenziata e il riciclo dei rifiuti.

Paolo Zignani


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