MILANO – La crisi economica e sociale che sta investendo il nostro Paese, ormai da oltre sette anni, non accenna ad allentare la sua presa distruttiva. A colare a picco non sono solamente le aziende e le disponibilità bancarie. Nell’occhio del ciclone ci sono, innanzitutto, le nuove generazioni che, schiacciate dalla precarietà del futuro e da una società sempre più appiattita su spendig rewiev ed emergenze internazionali, mostrano tutta la loro naturale fragilità. Secondo recenti studi, elaborati da istituti pedagogici milanesi, i giovani, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 16 e i 30 anni, sono le vittime preferite da uno stato ansiogeno ed autolesionista che non ha precedenti nella nostra società moderna. Da qui l’urgenza, secondo i più autorevoli analisti e motivatori sociali del capoluogo lombardo, di intervenire con azioni mirate.  Alla base poi di un’affermazione personale, matura e graduale, secondo i motivatori di Mario Furlan, esiste innanzitutto l’obiettivo esistenziale ovvero sapersi dare una meta da raggiungere per soddisfare se stessi e contribuire alla crescita del mondo che ci circonda.

 

Vladimiro Poggi

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