Piacenza: banda sgominata, tesori sequestrati

PIACENZA – Sarebbe un vero e proprio tesoro, ricco di opere d’arte, quello scovato e sequestrato dai carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo di Piacenza a seguito delle perquisizioni attuate dopo gli otto arresti e le 19 denunce dei presunti componenti e complici della “banda del grimaldello”, così chiamata perché fra il materiale atto allo scasso sequestrato dai militari è stato prelevato anche un “grimaldello bulgaro”, attrezzo capace di violare anche le porte blindate. Si tratta di un gruppo criminale che, secondo le indagini avviate diversi mesi fa, sarebbe responsabile di una cinquantina di furti messi a segno in ditte, ville e appartamenti. Qui, grazie ad una fitta rete di insospettabili informatori, la banda era sicura di poter razziare oggetti di valore come argenteria, ori, pellicce, gioielli e orologi. Ma nella lista compaiono anche quadri di rilievo, alcuni risalenti al periodo nazista. Dipinti che il regime giudicava arte degenerata e sequestrava come forma di censura. Gli otto arrestati, che in questi giorni sono chiamati a rispondere alle domande del gip Elena Stoppini, sono accusati di associazione a delinquere finalizzata al furto, ricettazione, detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio. Nel sodalizio, ai cui vertici si trovavano prevalentemente piacentini, fra cui anche vecchie conoscenze della criminalità locale, erano compresi alcuni albanesi di cui la gang si serviva occasionalmente, abili scassinatori e fiancheggiatori. Secondo quanto emerso, a capo del gruppo ci sarebbe stato un noto ristoratore di Piacenza che si occupava di ricettare una parte del bottino dei colpi.

 

Isabella Caccialanza