L’annata del 2014 non verrà certo ricordata negli annali degli agricoltori bresciani fra quelle più fortunate. Tante le problematiche vissute quest’anno dai produttori di colture o di derivati dalla zootecnia. Primo flagello fra tutti è stato certamente il meteo, che durante tutte le stagioni non ha favorito quasi nessuno. Quella del clima è però una nuova problematica che si aggiunge alle altre storiche che si trascinano ormai da anni, come la questione relativa al comparto lattiero caseario. E se gli allevatori di bovini piangono, quelli del settore suinicolo certamente non possono permettersi di sorridere, pur potendo contare su una sostanziale tenuta di mercato. Una delle poche colture a godere delle intense precipitazioni è quella del mais. Fra gli eventi funesti di quest’’anno c’è  anche la crisi fra Russia e Ucraina. A questo punto non resta che sperare nel prossimo anno, nel quale coldiretti spera di riuscire a definire dei prezzi stabili nel medio lungo periodo e valorizzare i prodotti agroalimentari all’estero.

Fabrizio Vertua

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