La Provincia di Cremona segue il triste destino di tutti gli enti locali di secondo livello. La spending review attuata dal Governo con l’approvazione della Legge di Stabilità demolisce di fatto la sostenibilità economica dei futuri bilanci. I dati sono stati illustrati nel corso del convegno organizzato dall’Unione delle Province Lombarde a Milano sabato scorso, a cui ha partecipato anche il presidente cremonese Carlo Vezzini. Dal convegno è emersa chiaramente una forte preoccupazione dell’associazione delle province lombarde: questi minori introiti previsti, infatti, potrebbero avere come diretta conseguenza una serie di tagli ai servizi che le province offrono ai cittadini, come la sicurezza delle strade, il sistema del trasporto pubblico locale e la gestione degli edifici scolastici. Inoltre, anche a causa della situazione di incertezza circa le deleghe e il loro trasferimento a regione Lombardia, nessun ente provinciale di Lombardia ha potuto finora presentare un progetto di bilancio preventivo per il prossimo anno. Tutte le province lombarde hanno però già approvato e assicurato la correttezza degli equilibri e l’assestamento di bilancio per l’anno in corso. Il modello che si sta delineando prevede che alla Provincia di Cremona rimanga sostanzialmente soltanto le funzioni fondamentali previste dalla legge Delrio (infrastrutture, mobilità e trasporto pubblico locale, programmazione provinciale della rete scolastica, ambiente, pianificazione territoriale di coordinamento di area vasta, polizia locale e protezione civile), mentre tutte le altre deleghe oggi esercitate dovrebbero andare verso il trasferimento di competenze e personale a Regione. In questo scenario si è calcolato che potrebbero essere trasferite da Cremona alla regione circa il 50% delle risorse materiali e umane. Una situazione che delinea il collasso economico dell’ente di corso Vittorio Emanuele.

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