Cremona. Dopo cento anni di lavoro a servizio dei cittadini, i patronati rischiano di chiudere. A decretare la morte degli sportelli che seguono pratiche che altrimenti intaserebbero gli uffici dell’INPS e le questure, è la nuova legge di stabilità del Governo Renzi. Ogni anno il servizio dei patronati fa risparmiare alla Pubblica Amministrazione 657 milioni di euro per operazioni basilari come le consulenze previdenziali, l’iter completo per la richiesta della pensione, riscatti e ricongiungimenti compresi, le denunce dei redditi alle domande per le pensioni di invalidità, le forme di assistenza al reddito per accedere alla disoccupazione, alla mobilità o per ricevere gli assegni familiari, senza dimenticare le pratiche legate all’infortunistica, all’invalidità civile e ai servizi per gli immigrati. Con la riduzione dei fondi prevista gli sportelli sono a rischio e il servizio non potrà essere più gratuito. Anche questa volta a pagare saranno i cittadini. Almeno se il Governo, nella Legge di Stabilità, confermerà il taglio del 35 per cento ai patronati. A Cremona sono 80 mila le pratiche aperte, migliaia le richieste di disoccupazione. Tutte le sigle sindacali vicine ai patronati hanno promosso una raccolta firme e organizzato una manifestazione per il 15 novembre. Secondo tutti i sindacati i rischi sono molteplici: la chiusura dei patronati lede i diritti dei lavoratori perché toglie l’accesso gratuito ai servizi e nel contempo si stima verranno licenziate, solo nella provincia di Cremona, cinquemila persone.

 

Chiara Delogu

 

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