CREMONA – La Snam intende iniziare i lavori per l’allacciamento di un metanodotto all’acciaieria Arvedi entro il dicembre di quest’anno. Lo afferma la relazione tecnica consegnata al settore Ambiente dell’amministrazione provinciale, assieme ai nuovi documenti riguardanti il progetto. Fra gli obiettivi possibili dichiarati dalla Snam è prevista anche una nuova centrale termoelettrica. L’ipotesi più probabile è un nuovo progetto di centrale a turbogas. Il testo è chiaro: l’opera in progetto dovrà essere realizzata al fine di garantire il trasporto dei quantitativi di gas naturale richiesti, per valorizzare il mercato industriale locale, sviluppare ed incrementare l’uso di combustibili puliti (metano) nel medio/lungo termine, nonché l’uso termoelettrico e civile nell’area di Cremona e Provincia. Il tracciato avrà una lunghezza complessiva di circa 2941 m e ricadrà nei Comuni di Cremona e Sesto ed Uniti (Cr), passando per il terreno di 17 ditte che corrispondono a venti proprietari, secondo i dati del catasto. La Snam chiede inoltre che il metanodotto, come previsto dalla legge, sia dichiarato di interesse pubblico, anche se l’unico soggetto beneficiario sarà l’acciaieria Arvedi. La fascia di servitù sarà di otto metri. Per un tratto il metanodotto correrà parallelamente all’oleodotto Eni. Sarà necessaria l’autorizzazione dei Comuni di Cremona e di Sesto, di oltre una decina enti e dell’amministrazione provinciale, che fino a questo momento non hanno ancora dato risposta rispetto alla richiesta presentata mesi fa della società controllata dall’Eni, di proprietà statale per il 30%. Se l’allacciamento del metanodotto sarà autorizzato aumenterà inevitabilmente l’impatto ambientale su Cremona e nella frazione Cavatigozzi, circondata da un’area industriale infittita da aziende ad alto rischio di incidente.

 

Paolo Zignani

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