Cremona, Corso Garibaldi: liti interminabili

CREMONA La maledizione della pensilina di piazza Stradivari, dell’Ostello di via del Sale e del calcestre nei giardini di piazza Roma – tre opere della giunta Bodini nei primi anni Duemila – ha colpito ancora, stavolta in corso Garibaldi. Almeno così la pensa l’associazione culturale il Polide, che raccomanda a qualunque maggioranza di ascoltare anche idee diverse, quando si tratta di realizzare opere di forte impatto visivo, specialmente se restano dubbi e le polemiche sui retroscena non finiscono mai. Il mistero è proprio il costo, oltre ai documenti dell’idea-proposta, come la chiama la giunta. Ora che sono stati nominati i componenti della commissione vigilanza, in Comune se ne discuterà probabilmente ancora. Naturalmente si tratta del fiume urbano di strisce blu ondulate, accompagnate per due mesi estivi da animazione e spettacoli di vario genere e alla fine cancellate, mentre la zona pedonale resta. E’ noto con certezza solo il dato degli 8mila euro, grazie a un bando regionale, per i nuovi arredi, le verniciature e per l’attivazione del wi-fi in corso Campi e in corso Garibaldi. I critici d’arte Philippe Daverio e Vittorio Sgarbi si sono divisi anche sulle strisce blu: segni che danno luce alla vita quotidiana per il primo, divertimento infantile per il secondo. Divisi e contrapposti i commercianti e i cittadini. Federico Fasani ha presentato un’interrogazione scritta al sindaco Gianluca Galimberti: per il consigliere del Nuovo centrodestra il fiume urbano è stato un favore al progetto dello studio QUN, compresa Paola Ceriali, candidata consigliere col centrosinistra e risultata prima dei non eletti della lista civica Fare nuova la città. La lista civica ribatte che Paola Ceriali era stata premiata dal centrodestra due anni fa per il progetto Tink town. I dati richiesti però non arrivano. Rimuovere la pensilina di piazza Roma è costato 55mila euro a vantaggio dell’impresa Beltrami nel 2009. L’Ostello di via del Sale, costruito solo in parte, è costato 250mila euro con contributo statale: doveva promuovere il turismo fluviale invece si sono svolte solo manifestazioni e feste di partito e resta dov’è. Anche il calcestre di piazza Roma è ancora al suo posto: la giunta Perri voleva rimuoverlo spendendo 500mila euro, ma non ha fatto nulla.

 

Paolo Zignani