Entro febbraio verrà completata la lista degli inceneritori inseriti nella rete nazionale e destinati ad accoglieri i rifiuti provenienti da tutt’Italia. Inizialmente indicato come obsoleto e inserito come esperienza pilota per la dismissione da Regione Lombardia, l’inceneritore di Cremona è invece  potenzialmente inseribile nella  rete nazionale per le caratteristiche denunciate da Lgh al Pirellone. La classificazione ad impianto “ R1”, infatti, lo rende adatto all’incenerimento e rispondente ai requisiti  richieste dall’art. 35 dello Sblocca Italia. Davanti alla possibilità che l’inceneritore venga scelto per bruciare  rifiuti extraregionali in barba ad ogni democrazia e ad ogni volontà politica c’è poco da fare anche per il Comune dei Cremona, che pure è proprietario della partecipata Aem. Per spegnere l’inceneritore solo tre strade sono percorribili.

Susanna Grillo

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