La giunta regionale della Lombardia,  venerdì, non ha concesso alla Stogit l’autorizzazione ad ampliare lo stoccaggio di gas di Sergnano, in provincia di Cremona. É una svolta secca rispetto al passato. Per anni, infatti, le istituzioni, dalla Regione alla Provincia ai Comuni, hanno sempre detto di sì alle società del gas, che hanno potuto costruire stoccaggi sotterranei di gas nel sottosuolo della provincia di Cremona. Dopo la costruzione è stato approvato anche l’aumento di pressione, con la possibilità quindi di accumulare più gas nei depositi sotterranei di Bordolano, Sergnano, Ripalta Cremasca e altri ancora. Le società del gas sono state persino autorizzate a provocare sismi di magnitudo 3.0, tra le vibranti proteste delle associazioni ambientaliste. Ora che da una parte la Regione ha detto il primo NO, e che, poco più di un mese fa, anche il Ministero dell’Ambiente ha riconosciuto che il rischio sismico esiste, Agostino Alloni del Pd ha gridato vittoria con un comunicato che ricorda le sue interrogazioni e i suoi interventi come consigliere regionale. Durissima la reazione delle associazioni ambientaliste, in particolare No Gasaran di Sergnano con Enrico Duranti e il coordinamento comitati Lombardi con Ezio Corradi  che ricordano allo stesso Alloni di essere stato proprio lui anni fa, come vicepresidente della Provincia di Cremona, a far sì che la provincia di Cremona diventasse piano piano un groviera fatto di stoccaggi situati proprio lungo le sorgenti sismiche. Alloni non ha raccolto firme, nei banchetti non c’era, non ha partecipato alla lotta combattuta sul territorio dai comitati, e adesso, dall’alto, si prende tutti i meriti. No, questo è impossibile, le associazioni non glielo concedono per niente, e sottolineano che la battaglia per riconoscere il rischio sismico e tutti i problemi legati alla sicurezza dei cittadini sono state appoggiate, da tempo, da Rifondazione comunista e dai Cinque Stelle, non dal Pd, che fra Governo, Comuni e Provincia stava dall’altra parte, con la Stogit e le società di stoccaggio, mentre degli impianti di Bordolano non ha mai parlato. L’ultimo atto, guarda caso, è l’ennesimo riconoscimento del carattere di pubblica utilità all’adeguamento del metanodotto che passa proprio sul territorio di Crema. Il Comune, con maggioranza di centrosinistra, ancora una volta ha detto sì, mentre le associazioni da tempo criticano anche la pubblica utilità di società del tutto private o quasi. Proprio le associazioni ambientaliste che da anni si battono per la sicurezza e contro la speculazione si sono ritrovate ieri a Bordolano: una trentina i rappresentanti dei gruppi presenti. Lunga la battaglia, ma Agostino Alloni non ha messo un euro per i ricorsi al Tar della Lombardia e del Lazio, pagati dai cittadini, né, come tutto il Pd, si è visto nei convegni, nelle assemblee pubbliche. E le 1.200 firme raccolte per le petizioni? Le ha raccolte NO Gasaran. Ora l’inversione di tendenza è avvenuta. Anche la Lega ha cambiato posizione e, alleata con la Russia di Putin, ora si oppone. A questo punto i NO delle istituzioni possono riaprire il discorso. I comitati si sentono più forti: anche la Regione, oltre al ministero dell’ambiente, adesso è con loro.

Paolo Zignani

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