Cremonese. Torna a chiedere la chiusura e lo svuotamento della discarica di Malagnino il sindaco di Vescovato, proseguendo oggi per vie legali una  battaglia portata avanti da tempo, anche prima di approdare in Municipio. Il Comune si è costituito in giudizio contro il ricorso presentato da Aem e Regione Lombardia in Consiglio di Stato, forte della sentenza del tar di Brescia che rigettò la richiesta  l’apliamento della discrarica come superato, sulla scorta delle nuove tecnologie che  consentono oggi diversi trattamenti per i rifiuti  e una maggiore tutela ambientale. La vicenda della discarica di Malagnino aveva fatto scattare una serie  ricorsi da parte dei proprietari dei terreni interessati dall’ipotetico ampliamento del sito contro Aem, Regione e l’ex primo cittadino di Vescovato Superti, facendo arenare il progetto.  Ora per vie legali si schiera anche il comune di Vescovato: il passo avanti della nuova giunta significa anche la riaffermazione di politiche  di gestione rifiuti orientate allo spegnimento dell’inceneritore, alla chiusura delle discariche, al ricorso a sistemi di trattamento biomeccanico alla base del paradigma rifiuti= risorse.

Susanna Grillo

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