Brescia. Una fiammella di speranza che si è riaccesa, un piccolo passo in avanti per affrontare il problema contingente. È questa la prima notizia non negativa che arriva dalle Accierie Stefana, gruppo siderurgico di Nave, ma con stabilimenti anche ad Ospitaletto e Montirone che da lavoro a 700 persone e che da inizio anno ha chiuso temporaneamente i propri siti produttivi a causa gravi problemi di natura economica. Lo stipendio di dicembre sembra esser garantito ma, dopo la presentazione della domanda di concordato con riserva, comincia anche ad intravedersi una strategia aziendale per affrontare la situazione nell’immediato futuro. Nel frattempo, in attesa di questi sviluppi, l’azienda ha presentato la domanda di Cassa Integrazione ordinaria per lo stabilimento di Montirone e per quello di via Brescia a Nave, ai quali era scaduta la solidarietà a fine dicembre, mentre Per gli stabilimenti di via Bologna a Nave e di Ospitaletto, proseguirà la solidarietà, affiancata però da cassa ordinaria perché non si arriva a coprire il 40% delle ore con le attuali commesse. Resta comunque la forte posizione debitoria dell’azienda che ammonta 288 milioni di euro. Le due strade prospettate dall’azienda, ovvero l’interesse da parte di altre aziende e l’effettiva concessione della cassa ordinaria, devono però essere ancora verificate attraverso proposte concrete.

 

Fabrizio Vertua

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