Brescia. È durato un anno l’incubo di un giovane studente bresciano delle scuole superiori continuamente vessato, ricattato, minacciato e preso in giro da un suo compagno di classe. Un caso di bullismo in piena regola che è avvenuto in un istituto di Salò e che ha visto i carabinieri studiare i comportamenti del carnefice prima di intervenire. Testimoni inermi e in qualche modo complici del bullo i compagni di classe della vittima, che non hanno avuto il coraggio di rivelare questa situazione agli insegnanti. Un fenomeno quello del bullismo dilagante secondo i militari, in questo caso fermato dall’intervento dei genitori del ragazzo. Una volta trovato il coraggio di denunciare ai carabinieri le gravi situazioni di sottomissione e umiliazione patite, i militari hanno seguito a distanza la  vittima, assistendo direttamente ad uno di questi episodi. Minacce verbali e fisiche, rapina, estorsione, questi capi d’accusa che hanno spinto il giudice al provvedimento dell’arresto, ma il giovane bullo potrà ancora vedere ogni giorno la propria vittima a scuola.

 

Fabrizio Vertua

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