Cremona. Choc a ripetizione durante l’ultima l’assemblea alle scuole medie, dove si è discusso della nuova centralina elettrica a biogas che viene costruita fra Credera e Rovereto. Le proteste per l’autorizzazione concessa dal Comune sono state tali che un gruppo di cittadini, rappresentato da Luigi Cavallanti, ha sollecitato il sindaco Matteo Guerini Rocco e si è costituito come comitato per fermare il biogas. La procedura semplificata permette al municipio di rilasciare il permesso: la critica riguarda la mancanza di informazioni così come i rischi di queste centrali, che possono anche esplodere com’è successo a Lendinara in provincia di Rovigo.  Si sono fatti sentire però gli avversari del gruppo Salviamo il Paesaggio, che ha organizzato l’incontro pubblico e si è sentito parlare di lobby dei comitati e di tecnici prezzolati che diffonderebbero informazioni non documentate, per una mera attività di propaganda politica da parte di persone che pensano di opporsi al progresso scientifico. Non si vedrebbe la ragione per contrastare il biogas, al di là di una scelta faziosa.Dure le repliche, innanzitutto da parte del docente dell’università cattolica Gianluigi Scolari, a tutela della propria correttezza. Don Bruno Bignami ha reagito a propria volta, proponendo il disarmo e il confronto pacifico, proclamandosi orgoglioso di fare le proprie battaglie nel clero.Tensione insolita ed era inevitabile che succedesse: Salviamo il Paesaggio da tempo mette in discussione scelte politiche e amministrative rilevanti. Si parla di investimenti per produrre energie rinnovabili su terreno coltivabile, che fruttano contributi statali succulenti. Nel mirino Mariagrazia Bonfante, che ha contestato la tendenza degli agricoltori al latifondo, dato che le aziende agricole più grandi rilevano le piccole e fanno coltivazioni intensive. La questione più seria è quella dell’uso dei rifiuti delle centraline a biogas, che vengono usati come fertilizzanti e che in Europa, ma non in Lombardia, viene considerato altamente inquinante. Si parla infatti di sostanze che possono causare gravi malattie nei bambini. Il rischio riguarda le province di Cremona e Mantova e di parte di quella di Brescia. Quindi la Regione Lombardia avrebbe commissionato uno studio all’istituto Spallanzani per trovare il modo di depurare il digestato. E’ uno dei procedimenti più criticati: autorizzare il biogas, ammettere il rischio a distanza di tempo e poi investire per correggere alcuni difetti pur continuando ad autorizzare.

 

Paolo Zignani

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