Brescia. Trasformare un problema in una eccellenza. È questo quello che è riuscito a fare il Comune di Brescia, con l’aiuto dell’ex municipalizzata a2a, nell’arco degli ultimi quattro mesi. Era metà settembre quando i primi e nuovi sistemi di depurazione ed eliminazione del cromo esavalente hanno cominciato ad entrare in funzione nei pozzi dove i valori di cromo esavalente erano arrivati a livelli decisamente preoccupanti anche se non avevamo mai superato i limiti di legge. Già a metà novembre l’emergenza vera e propria poteva definirsi rientrata. Oggi, a quasi cinque mesi di distanza, i risultati della purezza dell’acqua da cromo esavalente sono quasi straordinari. Questo significa che non solo i valori sono a norma della legge italiana, il cui limite è stabilito in 50 microgrammi al litro, ma sono bene al di sotto anche della più restrittiva legge californiana che stabilisce il limite a 10 microgrammi. Un’iniezione di sicurezza per i tanti bresciani che negli ultimi anni avevano temuto per lo stato di salute dell’acqua in città. Per affrontare innanzitutto questa emergenza era nato l’osservatorio Acqua bene comune, che non cesserà qui però la sua attività.

 

Fabrizio Vertua

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