SESTO ED UNITI (CR). La centralina a biogas della società Fragea dopo più di un anno dalla diffida emessa dall’amministrazione provinciale resta dove si trova, lungo la via Cavatigozzi di Casanova del Morbasco, fra Sesto e Cremona. Un impianto abusivo, per la coordinatrice del gruppo Salviamo il Paesaggio Mariagrazia Bonfante, che ha firmato un esposto alla Procura di Cremona: il piano regolatore non consentirebbe l’insediamento in quel punto, vicino alla cascina Canova. La relazione del Politecnico di Milano, incaricato dai proprietari della centralina elettrica, segnala inoltre emissioni di odori al di sopra dei valori che la Regione Lombardia considera accetabili: Salviamo il Paesaggio può contare poi sulla valutazione d’impatto olfattometrico dell’Asl di Cremona, che risale al gennaio 2013. Di conseguenza il settore Ambiente dell’amministrazione provinciale ha prescritto di coprire il lago che accoglie i rifiuti della centralina. La Provincia era stata chiara: bisogna captare le emissioni e convogliarne a un biofiltro. Si è mosso anche il Comune di Sesto ed Uniti, mediante un’ordinanza del sindaco Carlo Vezzini, che imponeva di elimare le molestie olfattive. L’Asl infatti aveva richiesto un intervento dell’amministrazione comunale già dal gennaio 2013. Dopo una serie di atti ufficiali, dunque, compresa la diffida del 17 gennaio del 2013, ci si aspetterebbe un documento che comprovi l’adeguamento alle prescrizioni, che Mariagrazia Bonfante ha chiesto tramite un esposto. Risultato? Nessuna verifica da parte delle autorità. Vengono emessi degli atti che dovrebbero avere una conseguenza, che invece rimane poco chiara. E’ la questione annosa dei controlli sulle attività economiche che procurano un impatto ambientale. Quando risulta ufficialmente un dato negativo e le autorità prescrivono di eliminarlo, chi verifica che il problema sia stato risolto? Non c’è conflitto fra le istituzioni chiamate in causa: quel che risulta è una mancanza di risultati.

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