Cremona.  La gara europea per la concessione autostradale dell’A21 potrebbe essere annullata. E’ stato Raffaele Cantone, il presidente dell’autorità nazionale anticorruzione, a rilevare il problema, a causa dei dubbi legislativi sullo Sblocca Italia. In caso di ricorso il Tar e il Consiglio di Stato non avrebbero a disposizione norme chiare per poter decidere chi ha ragione. Non a caso l’autobrennero A22 e la Provincia di Trento hanno presentato ricorso al Tar e poi al Consiglio di Stato per annullare la gara europea per la concessione dell’autostrada e i magistrati amministrativi hanno fermato la pratica, mettendo in discussione tutta quanta la procedura per evitare complicazioni peggiori. La Provincia di Trento contesta il fatto che alcune opere di interesse locale, ad esempio le circonvallazioni, non verrebbero realizzate. Cantone ne ha parlato durante l’audizione di lunedì scorso in commissione ambiente alla Camera, aggiungendo che il Consiglio di Stato ha sospeso la gara per la gestione dell’autostrada del Brennero con motivazioni tali da mettere in forse tutta la normativa dello Sblocca Italia. Potrebbero infatti partire una serie di ricorsi, al punto che sono a rischio le uniche due gare in corso, proprio quella di Centropadane oltre a quella di Autostrade meridionali. Lo stesso Cantone ha sostenuto poi che c’è un possibile contrasto fra lo Sblocca Italia, che permette alcune proroghe al posto delle gare, e un altro atto del governo Renzi, il Sieg, Servizio di interesse economico generale, che proroga senza gara europea ben nove concessioni autostradali in un colpo solo. Su questa decisione la Commissione Europea esaminando la possibilità di fermare tutto l’iter. Altro dubbio rilevato da Cantone riguarda le tariffe: lo Sblocca Italia e il Sieg infatti permettono ad alcune autostrade di accorparsi fra loro, anche se al casello il ticket è diverso. Troppi i dubbi, quindi, per Cantone che ha invocato una legge organica: nei giorni scorsi il presidente dell’Anac ha scritto una lettera e ottenuto una risposta dal ministro Maurizio Lupi. Una discussione ancora aperta.

 

Paolo Zignani

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