Cremona. Le botteghe artigiane sono in via d’estinzione, lo dicono i numeri: dall’inizio della crisi a oggi, in Italia si contano quasi 94.400 negozi in meno. Tra le regioni che hanno perso il maggior numero di imprese artigiane c’è la Lombardia (­con 11.939) e Cremona non fa eccezione. Nel 2014, infatti, secondo gli ultimi dati diffusi da Unioncamere sulla base di Movimprese, all’ombra del Torrazzo ci sono state 665 cessazioni, mentre le iscrizioni sono state 469: il saldo, dunque, è fortemente negativo: -196. E negativo è anche il tasso di crescita: -2,08 per cento, addirittura peggiore sia della media regionale che di quella nazionale. L’artigianato, dunque, paga a carissimo prezzo la crisi che ha pesantemente danneggiato i consumi e minato la fiducia delle famiglie. Più della metà della riduzione delle imprese artigiane riguarda attività legate al settore “casa”. Edili, elettricisti, manutentori spesso abbassano la saracinesca per sempre. Letali, dunque, la crisi del settore e il crollo verticale dei consumi delle famiglie. Il piccolo imprenditore, dunque, ha l’obbligo di monetizzare, perché vive del proprio lavoro.

Claudia Barigozzi

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