Questa mattina, personale della Polizia di Stato di Cremona ha dato esecuzione a 16 perquisizioni domiciliari nei confronti di esponenti del CSA DORDONI e del movimento politico Casa Pound, nell’ambito del procedimento penale aperto dalla Procura della Repubblica per i gravi fatti verificatisi il 18 gennaio a ridosso della partita Cremonese – Mantova. In quella circostanza, infatti, alle ore 18:30 circa, esponenti del centro Sociale Dordoni e di Casa Pound furono coinvolti in una violenta rissa nei pressi del bar Matisse, nella quale alcuni di loro riportarono reciprocamente delle ferite, e in particolare un attivista del Centro sociale Dordoni di Cremona, Emilio Visigalli, riportò gravissime lesioni alla testa e al torace che lo fecero entrare in coma. Considerata la gravità degli eventi, fin da subito è stato aperto un fascicolo per il reato di rissa aggravata e per il reato di tentato omicidio da parte della Procura della Repubblica e le indagini affidate alla Polizia di Stato, che, dopo una serie di accertamenti, è riuscita a identificare diverse persone, tra testimoni e compartecipi, presenti in quel momento sul luogo degli scontri dove avvenne il grave ferimento di Emilio Visigalli. In conseguenza delle risultanze acquisite, quindi, nella mattinata odierna personale del locale ufficio D.I.G.O.S. e della Squadra Mobile, coadiuvato da uomini della Questura e del Commissariato di P.S. di Crema, nonché da personale del Reparto Prevenzione Crimine di Milano e Reggio Emilia, al fine di trovare ulteriori elementi probatori, da aggiungere a quelli già in possesso a carico dei responsabili dei fatti reato del 18 gennaio, ha  perquisito le abitazioni degli indagati e tutti i luoghi di cui questi avessero materiale disponibilità, procedendo al sequestro di materiale informatico, dei cellulari e degli eventuali corpi di reato (caschi, mazze, spranghe ecc.) utilizzati nel corso della rissa e per il ferimento di Visigalli. Tra i perquisiti ci sono, complessivamente, dieci esponenti di Casa Pound e cinque del CSA DORDONI, residenti per la maggior parte a Cremona e nella provincia, mentre alcuni di essi sono residenti in altre province limitrofe. Tra loro ci sono alcuni degli esponenti di spicco dell’uno e dell’altro fronte, a carico dei quali sono emersi, nel corso dell’indagine, dei pesanti elementi di responsabilità per i cruenti fatti verificatisi in quella serata.

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