Cremona. Polveri sottili Pm10 a quota 167 mercoledì 12 febbraio, un record che ha dell’incredibile visto che la soglia d’allerta è 50, eppure il dato è ufficiale. Picco inserito in una serie sconvolgente: lunedì 9 il dato era 107, poi martedì è stato 136, quindi 125 e il capolavoro fino a 167 e infine 111 venerdì, e sabato all’improvviso ecco un regolare 40. In tutto, contando anche il dato di 68 di domenica 8, sono stati sei giorni di apparente follia. C’è una spiegazione invece in un simile maremoto statistico, ed è che dopo la nevicata il gelo ha indotto molti ad aumentare il riscaldamento, usando in diversi caso le stufe a legna. Il quadro peggiora con l’alta pressione, aggiungendo poi le emissioni dei motori diesel, in Italia più numerosi di quelli a benzina. Contro i nostri polmoni ci si mettono poi colline e montagne, che non lasciano passare il vento, migliore rimedio per allontanare lo smog. La stabilità del meteo ci fa male: bastano due giorni senza vento e il livello delle polveri sottili sale. E’ andata così in provincia di Cremona come in quella di Lodi. L’Arpa stessa ha pubblicato sul sito regionale una relazione in cui spiega che lo smog fa male a tutti ma soprattutto ai più deboli, come gli anziani. Il progresso migliora la qualità delle cure e così aumenta l’età media e quindi il numero dei polmoni meno difesi dalla salute complessiva individuale. Va male ai bambini, esposti alle bronchiti e alle asme. Il gelo castiga chi il riscaldamento non può permetterselo: i casi peggiori si registrano negli alloggi popolari. Cremona poi è quel punto rosso sulla cartina, benché dal 2002 al 2012 in Lombardia l’inquinamento risulti complessivamente diminuito. E oggi, come segnalano le centraline Arpa, le polveri sottili Pm10 sono più basse di ieri.

 

Paolo Zignani

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