La spesa per il personale è sempre stata la principale voce di bilancio dell’ospedale, come in tutto il servizio sanitario e socio-assistenziale in genere, dove la cura del paziente è il massimo valore. Nel preventivo del 2015 dell’ospedale di Cremona invece si nota che l’acquisto di beni e servizi, arrivato a 92 milioni, si avvicina al totale degli stipendi, 118 milioni. La tendenza che è maturata negli anni è che fra i beni e servizi c’è una parte della spesa per i lavoratori, quelli delle agenzie interinali, che loro malgrado sono finiti né più né meno che tra le merci comprate, anche se sono comunque molto richiesti. E’ la contraddizione delle politiche del lavoro di questi anni. Si nota la diminuzione di spesa per i dipendenti rispetto al quarto trimestre dell’anno scorso. Da una parte la dirigenza medica ottiene un aumento limitato, di 60mila euro annui, dall’altro l’azienda ospedaliera di Cremona sostituisce solo parzialmente il turn-over di infermieri e ausiliari risparmiando circa 180mila euro. Dalla direzione di Cremona è già partita una segnalazione alla Regione: sarà difficile rispettare il budget concesso, la copertura delle buste paga infatti richiederà probabilmente più soldi. I conti però si fanno innanzitutto col Pirellone, che aveva dato indicazioni restrittive per il budget 2015. Quanto al ventilato accorpamento tra Crema e Cremona, oggi nella commissione sanità regionale non sono emerse novità.

Paolo Zignani

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