Cremona. Eravamo convinti che la sede cremonese di Casapound, lo Stoccafisso, in via Felice Geromini, fosse stata chiusa il giorno prima della manifestazione antifascista del 24 gennaio, con tanto di cartello con la scritta “ in vendita”. Invece,  nonostante il clima caldo che ha seguito i disordini del 24 e la decisione della giunta di non rinnovare le convenzioni con i centri Sociali cremonesi, il Dordoni e il Cavarna, oggi scopriamo che Casapound è sempre rimasta dov’era, chiusa  ma poi riaperta per consentire il tesseramento dei sostenitori, che oggi sono chiamati a dare la propria adesione. Oggi nuove camionette e polizia sono comparse a presidiare la sede per evitare tensioni: oltre gli agenti di Cremona anche uomini in forza da Padova. La decisione di Casapound cremonese sembra rispondere alla necessità di ribadire la sua presenza in città, rimasta inalterata nonostante i fatti che hanno caratterizzato il mese di dicembre. Una novità che porterà sicuramente sviluppi politici e richieste di chiarimento  alla Questura, ma anche al Comune di Cremona, antifascista, sulle linee che vorrà adottare ora che, messi al bando i Centri Sociali per i disordini di piazza, Casapound prosegue la sua attività legittimata anche dall’accordo che prenderà vita nei prossimi giorni con la Lega. Stasera il Kavarna ha organizzato un evento di musica techno per raccogliere fondi per Emilio, speriamo di non dover assistere a  nuovi scontri.

 

Susanna Grillo

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