CREMONA  E’ più che mai in discussione dalla provincia di Cremona la politica energetica nazionale, che ha deciso di investire nelle trivellazioni sotterranee e nella costruzione di stoccaggi di gas metano. Se ne discute anche e soprattutto sul territorio dove esistono stoccaggi già esistenti, come quelli di Sergnano e Ripalta Cremasca, ma ne sono previsti altri come a Romanengo e nella zona di Vescovato, mentre Cremona fa parte del comprensorio energetico chiamato “Castelverde”, che si estende anche nel Bresciano e si concretizza nel nuovo stoccaggio di Bordolano. Ma è in corso un progetto anche nella vicina Cornegliano in provincia di Lodi. Lo Stato da oltre dieci anni programma stoccaggi e lascia che le industrie petrolifere trivellino e immettano metano nel sottosuolo, mentre i comitati e le associazioni chiedono informazioni precise sul rischio.

Lo Stato ha preso atto del rapporto della commissione Ichese, che ha analizzato le cause del terremoto emiliano del maggio 2012. La commissione ha riconosciuto che l’attività estrattiva può essere causa di sismi e ha chiesto al ministero dell’ambiente di svolgere un’attività di monitoraggio per valutare il rischio. La Regione Lombardia non ha ricevuto le analisi attese e ha applicato il principio di precauzione, rifiutando di aumentare la pressione del gas a Sergnano. C’è un rischio sismico riconosciuto anche dalla commissione scientifica Ichese e quindi dai ministeri interessati, ben quattro, però a Sergnano la sicurezza ancora manca. Così il deputato Danilo Toninelli, dei cinque stelle, presenta in Parlamento un’interrogazione per chiede al governo di dire ai cremaschi se sono al sicuro o no. Crema infatti si trova a pochissimi chilometri da due stoccaggi. Manca secondo il deputato grillino la diffusione della consapevolezza del rischio e sono assenti i rimedi nell’eventualità di un incidente causato da un pericolo conclamato. Il Comune di Sergnano, con gli altri enti compresa la Prefettura, dopo tre anni infatti non ha ancora approvato il piano d’emergenza esterno, necessario perché industrie e case e un campo di calcio distano poche centinaia di metri. E restano le domande e pronunciate di Giacomo Cangini durante la conferenza di palazzo Cattaneo a Cremona: perché le informazioni non vengono date in modo ampio e senza incertezze da parte della pubblica amministrazione, perché tante resistenze e tante difficoltà nel reperire i documenti. E perché trivellare così spesso se la provincia di Cremona è agricola.

 

 

 

Paolo Zignani

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