Cremonese, la discarica privata diventa pubblica

Cremona. Riemergono dal terreno dopo la neve e le piogge d’autunno e d’inverno, come spettri del periodo in cui qualunque rifiuto poteva essere buttato in una discarica anche privata. Sono sacchi neri, pieni d’immondizia, fra bottiglie, flaconi di chissà che sostanza, bidoni, contenitori, persino trappole per topi, materiali inerti. E’ l’inquinamento più violento, più infido perché nessuno sa quali sostanze ci siano nel sottosuolo. Si vede, in riva al Serio, l’area da cui, fino a due anni fa, esalavano vapori che inquietavano i passanti. Poi, è stata coperta. Erano gli anni Ottanta e ancora non esisteva nemmeno il Parco del Serio quando un privato, secondo le norme di allora, iniziava a riempire una discarica di sua proprietà, poi chiusa e mai bonificata. Una montagnola sulle rive del fiume Serio, confinante con le coltivazioni agricole. Nel 2013 i carabinieri del Noe hanno visitato il sito e l’hanno sequestrato per togliere delle lastre d’amianto e poi hanno tolto il sequestro. La competenza è della Provincia e della Regione. Il sindaco Gianluigi Bernardi, come ha fatto sapere stamattina, sta preparando un documento per invitare il settore Ambiente della Regione a intervenire, dopo una mozione presentata in consiglio comunale. Dev’essere il Pirellone a prendere l’iniziativa. Ma c’è un lato ancora più inquietante, oltre a quella massa di rifiuti che come una spugna cola liquidi carichi di chissà quali elementi, ed è che la discarica benché privata è stata censita in uno dei documenti che accompagno il piano provinciale dei rifiuti. Dunque la discarica potrebbe, per ipotesi, diventare pubblica e la bonifica esser fatta a spese dei contribuenti. Il consigliere comunale Enrico Duranti, di Sergnano, lo fa notare con una certa preoccupazione. Una vicenda molto italiana. Rifiuti privati e pubbliche bonifiche. Da un censimento che in sé vale come una registrazione chissà che cosa potrebbe risultare. E’ l’estremo timore, in attesa che la Regione, finalmente, si decida e dia il via a una definitiva soluzione.

Paolo Zignani