Il cotone biologico, coltivato con tecniche e prodotti che hanno un basso impatto sull’ambiente, senza l’utilizzo di metodologie chimiche e l’impiego di pesticidi e fertilizzanti non naturali, dannosi per il terreno e gli stessi coltivatori che ne vengono a contatto, può diventare in un beneficio sostanziale per l’intero ecosistema. Non solo: l’avvelenamento provocato da questi utilizzi, si riflette anche sulle falde acquifere. Per quanto riguarda sempre l’acqua, poi, non tutti sanno che la realizzazione di una semplice t-shirt comporta l’utilizzo di 2700 litri d’acqua. In caso di coltivazione biologica del cotone, i coltivatori non utilizzano fertilizzanti chimici, ma di derivazione vegetale e animale. E’ vietato l’uso di pesticidi, e il consumo di acqua è del 99% in meno. In questo modo si produce iil 46% in meno di gas serra, influenzando in modo positivo anche il clima. Anche alcune aziende di moda, all’avanguardia nel promuovere un vestire sempre più eticamente sostenibile, come il colosso svedese H&M, che ha negozi in tutto il mondo, si sono lanciate nella promozione del cotone bio: la spagnola Zara e l’olandese C&A.

 

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