Milano. Telecamere obbligatorie, armonia con il paesaggio e la possibilità dei Comuni di approvarne o bocciarne la costruzione tramite referendum (consultivi): sono alcune delle novità della nuova legge che regolamenta la costruzione di nuovi luoghi di culto in Lombardia, approvata dal consiglio regionale lombardo. I nuovi edifici, secondo il recente testo più severo, dovranno essere, per architettura e dimensione, coerenti con le caratteristiche del paesaggio così come individuate nei Piani territoriali regionali; non solo: per aprire nuovi edifici di culto in Lombardia bisognerà effettuare la procedura denominata Vas, la Valutazione ambientale strategica, ossia le strutture dovranno essere a una “distanza minima” da altre; sarà obbligatorio realizzare aree di parcheggi con una superficie almeno doppia rispetto a quella dell’edificio di culto e si dovranno installare, fuori dalla struttura,  telecamere collegate direttamente con la Questura.  Le disposizioni approvate dovranno essere applicate non solo alle confessioni religiose che hanno stipulato un’intesa con lo Stato italiano, ma anche per quelle  che siano diffuse, organizzate, che abbiano una consistente presenza a livello territoriale e i cui statuti contengano in modo chiaro “il carattere religioso delle loro finalità istituzionali, nel rispetto dei principi e dei valori della Costituzione”. Per consentire ai Comuni la corretta applicazione della legge, è stata anche istituita una Consulta regionale che rilascerà un parere preventivo e obbligatorio. Proprio per tutte queste regole più rigide, la nuova legge è già stata ribattezzata anti-moschee.

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