Piacenza. Un anno fa è stata autorizzata la richiesta della Cementirossi, azienda di laterizi con sede a Piacenza, di bruciare 95mila tonnellate di pneumatici. 8 mesi fa l’inceneritore di Tecnoborgo, a due passi dalla città emiliana, ha richiesto autorizzazione a bruciare rifiuti speciali da fuori provincia e la procedura è ancora in corso. Quest’anno la Buzzi Unicem, altro cementificio piacentino a cavallo tra Lugagnano e Vernasca, in alta Val d’Arda, ha chiesto l’autorizzazione alla provincia di poter bruciare 60mila tonnellate di un materiale chiamato Carbo Next, fatto con rifiuti solidi urbani, trasformandosi di fatto in un inceneritore di rifiuti. Un quadro a dir poco allarmante visto che il territorio piacentino rischia di dover convivere con tre inceneritori attivi per i prossimi trent’anni e con la benedizione del decreto Sbocca Italia. Ancora una volta, quindi, il decreto legge Sblocca Italia, varato dal governo Renzi il 13 settembre scorso, continua nella sua evidente azione antiecologica. Ecco perché il Comitato dei Cittadini per l’Aria si mobilita con l’organizzazione di una piattaforma informativa e di sensibilizzazione.

 

Vladimiro Poggi

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