Un dibattito forviante sta distogliendo l’opinione pubblica per favorire la sopravvivenza dell’inceneritore di Cremona, il penultimo per efficienza in Lombardia secondo i dati  forniti dalla stessa  Regione l’anno scorso. Nel dimenticatoio finisce la nuova politica di gestione dei rifiuti ormai seguita e richiesta dall’Europa, mentre il punto è spostato sulle casse di Lgh e sul presunto beneficio per i cittadini. Il problema della salute pubblica è stato recentemente liquidato sulla base di dati forniti dal Politecnico, che nega  l’inquinamento prodotto dalle emissioni dell’impianto di via San Rocco, in un territorio, quello cremonese, gravemente compromesso per quanto riguarda la qualità dell’aria e flagellato da un’altissima incidenza di patologie tumorali. Sembra ormai dimenticato perfino il percorso di condivisione dei Comuni sull’iter di spegnimento. Il richiamo del sindaco di Vescovato ai primi cittadini del territorio è a far sentire la propria voce nell’interesse primario della salute pubblica. Susanna Grillo

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