CREMONA Sarà una stangata storica per chi vuole a tutti i costi costruire nuovi edifici sul suolo agricolo fuori dal tessuto urbano consolidato. Il Comune infatti sta preparando un aumento di tasse locali del 20 per cento sul contributo di costruzione, per effetto della legge regionale 31 del novembre scorso, che contrasta il fenomeno epocale chiamato consumo di suolo. La mazzata punisce chi estende il tessuto urbano ampliando il centro abitato e sottraendo prati verdi alla campagna. Lo ha proposto l’assessore Andrea Virgilio, presentando una bozza di delibera nell’ultima riunione di giunta, dichiarandosi poi obbligato a comportarsi così dato che prima il Parlamento poi il Pirellone hanno segnato una via obbligata. Stangata tuttavia solo apparente, sia per Legambiente Lombardia che per Salviamo il Paesaggio, che sono stati ascoltati in consiglio regionale e hanno criticato severamente la legge lombarda, definendo quel venti per cento in più un blando disincentivo per i privati, che potranno costruire ugualmente, ottenendo finanziamenti in vari modi. Per non parlare poi delle autostrade ancora in programma, come la Bergamo Novara e la Cremona Mantova, o di nuove superstrade come la Treviglio Bergamo, ipotesi tanto criticata dalla Coldiretti. Andrà peggio ancora in avvenire, per le associazioni ambientaliste, vista la proposta di legge nazionale di Ermete Realacci del Pd come quelle di altri gruppi parlamentari. L’obiettivo vero, per le associazioni, viene considerato la riduzione del consumo di suolo, non il consumo zero, dato che in ogni centro abitato esistono case sfitte, capannoni vuoti e palazzi inutilizzati e quindi occorrerebbe invertire la tendenza. Il dibattito è vivace: leggendo i pronunciamenti della Cassazione il diritto di edificare in alcuni casi può essere abbattuto, ma i sindaci vogliono evitare ricorsi. La riduzione del consumo di suolo è un obiettivo del sindaco di Vescovato Mariagrazia Bonfante, a Cremona invece in commissione territorio l’assessore Virgilio si è riferito ai rapporti con l’Ance. Il capoluogo dunque vuole favorire le ristrutturazioni e i recuperi degli edifici, rispetto ai molti Comuni lombardi che prevedono un’espansione demografica enorme e quindi molte case nuove in più. Ci sono piccoli Comuni, però, che come Vescovato hanno l’intenzione di invertire la tendenza, non di contenerla.

 

 

Paolo Zignani

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